stellefilanti


venerdì, settembre 03, 2004

Le Mànie e la collina dietro casa stanno bruciando

sapessi com'è strano mentre sei sul tetto della palazzina adibito a terrazzone e stai per staccare le mollette dal filo e ritirare il bucato alzare appena gli occhi oltre le lenzuola e vedere che la collina subito lì dietro casa a 80 metri forse sì certo o poco di più è in fiamme e dopo che sei stata tutto il giorno al chiuso al riparo dalle raffiche del vento perché i bambini hanno la tosse e un pomeriggio tranquilli non fa che bene ti accorgi solo adesso e per puro caso che il cielo è denso di fumo cupo rossastro e allora inizi a prendere consapevolezza che ciò che sta bruciando non è solo un focolaio ma ben altro che con la tramontana sta divampando incontrollato e porti giù il bucato fai vestire i bambini ormai spaventati dal fumo chiudi di fretta tutti i serramenti ti metti in macchina e quando sei già a Finale ti accorgi d’un tratto non hai nemmeno i documenti così che tocca con preoccupazione crescente tornare indietro e tutto sta peggiorando le fiamme sono sempre più diffuse altissime e i soccorsi palesemente inadeguati due soli Canadair e un elicottero già in difficoltà per il vento che mai potranno fare ti chiedi e pensi a chi ha casa nelle frazioni in collina ed è un pensiero da tacere che i bambini hanno già fretta di andare via mamma per piacere andiamo a Milano almeno a dormire per favore mamma per favore non vedi il fuoco fa paura non vedi come corre sono solo due ore di viaggio andiamo dai mamma sbrigati e a questo punto è tornato il sangue freddo perciò arresti l'auto davanti a casa i bambini hanno il divieto di scendere ti raccomandi che l'aria si è fatta irrespirabile e il fumo sempre più pastoso e sali le scale di corsa con un fazzoletto davanti per proteggerti un poco prendi i documenti chiudi il gas sei convinta di aver fatto tutto di non aver trascurato altro perfino lo scaldabagno hai spento anche se ore dopo ti ricorderai che hai lasciato il minestrone tiepido da servire nella pentola e sarà tutto da buttare tra qualche giorno quando tornerai sperando che si salvi il resto perché il timore che tutto bruci c'è c'è davvero ed è incontrollabile dopo quel che hai visto ma intanto ti affretti in giardino sotto un vorticare di cenere a larghe falde e aiuti a mettere le bombole del gas tutte vicine nel caso la protezione civile volesse spostarle almeno le trova facilmente e infine dopo esserti assicurata che l'anziana proprietaria abbia dove andare dei parenti che la ospitino un luogo dove pernottare non resta altro da fare in quell'atmosfera opaca che brucia la gola gli occhi e stringe al cuore che raggiungere i figli in auto partire e riportarli in città a respirare almeno questa notte e allora ti rendi conto soltanto allontanandoti allargando la prospettiva che manca solo il maremoto perché sia Apocalisse e il fuoco è dappertutto il vento lo porta lo spande e più vi spostate più ne comprendi la terrificante estensione così che l'unica cosa che è chiara semplice e terribile allo stesso tempo è che un incubo di entità inimmaginabile ha fatto irruzione e lascerà segni e ferite incancellabili poi forse quando e se mai se ne riparlerà senza mai più dimenticare perché ora c'è da andare solo da andare seguiti dal vermiglio fiammeggiare crepitante che stravolge l'aria il cielo e lo vedi ancora in lontananza da Genova tutto quel rosso minaccioso che alona il buio alle spalle quando imbocchi la svolta per Milano e non ti sembra di aver scampato un pericolo ma solo di aver imboccato la strada per un luogo dove stanotte piangerai lacrime e rabbia per quelle terre che senti anche un poco tue -

tt © (3 e 4 settembre 2003, per non dimenticare)


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