| stellefilanti |
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una soluzione temporanea
si trovarono a cercare casa durante gli anni del boom economico quando i quartieri cambiavano fisionomia da un giorno all’altro e si demoliva e ricostruiva in una frenesia di cambiamento che aveva radici profonde nell’esorcizzare il senso di distruzione interiore che devastava i ricordi prossimi e il paesaggio appena ci si distraeva dal presente così che si provava a vivere proiettati in un futuro a portata di mano e dentro palazzine nuove dalle finiture accattivanti che di quegli anni sono i primi rivestimenti in klinker a nobilitare la piattezza delle facciate con la qualità di un senso di pulizia permanente ma non fu davanti a quella serie di stabili omogenei che si fermarono a leggere il cartello affittasi perché il loro naso si alzò verso il cielo dove il grattacielo bianco come la balena esercitava un fascino irresistibile nonostante l’estetica esteriore carente e un discutibile ingresso a mosaici azzurri e dettagli rosa vomito di vino come il soffitto che sarebbe stato oggetto di lunghe discussioni negli anni con gli amministratori nella speranza di sostituire quel colore così infelice e ridicolo per un palazzo che si supponeva piuttosto signorile grazie al talento dell’architetto famosissimo che da una mole siffatta di meglio non avrebbe potuto ricavare tanto più che alla fine erano finiti i fondi e s’era dovuto rinunciare alle caratteristiche che sulla carta ne avrebbero fatto un palazzo all’avanguardia nel panorama cittadino ma a loro questo non importava mentre batteva il cuore salendo in ascensore al diciassettesimo piano di una giornata limpida primaverile per visitare l’appartamento di metratura calpestabile modesta ma dall’incommensurabile vista che li catturò per la vita e non li lasciò più andare anche anni dopo quando la famiglia completa di prole iniziò ad avere necessità di spazi maggiori e ogni tanto si provavano a cercare alternative a quella casa che sarebbe dovuta essere temporanea e provvisoria il tempo di smaltire la sbornia da panorama che invece ogni giorno rinnovava la sua magia e l’incantesimo di trattenerli a sé costringendoli a una vita di rinunce a rotazione di oggetti ricordi souvenir abiti giocattoli e accessori affinando nel tempo la capacità di distinguere l’irrinunciabile dal superfluo nella cui categoria rientrava senza dubbio la maggior parte di quanto in una vita capita nel raggio di possesso di una persona e col tempo si resero conto che la provvisorietà avrebbe riguardato tutto quanto girava intorno all’incanto di quell’appartamento che s'imponeva fulcro della loro esistenza mentre il resto fluiva nella risacca del tempo e si sperdeva fuori nel mondo circostante che non aveva mai conosciuto il cielo tenendo i piedi saldi sul pavimento di quella casa dove erano ormai consapevoli che di provvisorio e temporaneo c’erano perfino le loro vite -
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