| stellefilanti |
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foto n° 142 : persegui la bellezza, altra ne seguirà
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08:04 | commenti (14)
La signora baciatrice
Era la sua baciatrice preferita. Con lei si appartava un momento dal mondo, poi vi ritornava. Era felice la baciatrice? Oh sì, e anche il signore baciato lo era, e anche i baci di essere dati, tutti i conti erano tornati.
Vivian Lamarque postato da tt |
12:27 | commenti (34)
Il testo è un oggetto vivente fornito di chiavi.
Adriano Spatola postato da tt |
19:46 | commenti (7)
Ugo Carrega postato da tt |
12:19 | commenti (24)
carriera Io glielo avevo detto a mamma che doveva fidarsi, che non sarei finita come quella scialba di mia sorella, dietro al bancone ad affettare salumi da mattina a sera, le mani puzzolenti di insaccato, e il resto del tempo a rincorrere i pupetti, mentre lui fa notte tra birre e biliardi. Fidati, le dicevo, che la tua Cesarina ha una marcia in più, anche se qui sono troppo campagnoli per accorgersene; per fare carriera ci vuole l'occasione giusta e quella non passa certo dal “Salone di Bellezza Natasha”, proprio dietro la piazza principale, dove si fanno superflue manicure a mani callose di sfinite compaesane. E’ con una lettera di presentazione del rappresentante di cosmetici, quello che arrivava da noi una volta al mese e che mi diceva sempre che ero un gioiellino sprecato da queste parti, che mi sono presentata al mio nuovo posto di lavoro, in città. Mamma non ci credeva quando le raccontavo quanto era bello, un salone massaggi con tanti velluti e divanetti, fiori sempre freschi nei vasi e una clientela di signori ricchi, davvero selezionata. Ogni tanto mi osservava dubbiosa, ma sono sempre riuscita a tranquillizzarla; la rassicuravo che ero una professionista e poi – finalmente - quando le ho comprato la televisione a colori nuova ha smesso di insistere con troppe domande. Non è che le dicessi proprio tutto del mio lavoro: non è mai stata di larghe vedute – moderna – lei e non credo davvero avrebbe capito, anche se i signori erano sempre molto soddisfatti. Ne farai di strada, mi ripetevano. E così è stato, in pochi anni: avevo un nome lì in città, uno di quelli che si sussurranno a mezza voce, ammiccando compiaciuti e sospirando complici e soddisfatti. Mi erano così grati che alla fine stavo proprio bene, davvero, mi passavo dei lussi che mia sorella nemmeno a rate si sognava. Ero sistemata ormai e volevo smettere, anzi cambiare: già da un po’ ci pensavo alla televisione. Con una certa esperienza sarebbe stato uno scherzetto sfondare, tanto più che mamma, se mi avesse vista lì, avrebbe smesso di dubitare del mio successo, di biasimarmi nelle confidenze serali con quell’invidiosa di mia sorella. Avevo visto giusto quando ho fatto trovare la mia agenda con i cuoricini rossi, quella degli appuntamenti più piccanti, a portata di mano del capo di quell’agente di polizia, il timido brunetto che passava a trovarmi ogni giovedì, tanto carino e sollecito ma troppo interessato a chiudere un occhio. Il suo capo, del cui rigore morale tante volte s’era lamentato, è stato invece all’altezza delle aspettative: perquisizioni, chiusura del locale e, poi, conferenze stampa. Non ci contavo, ma ha perfino tirato fuori i nomi dei clienti, quelli più in vista. Insomma, uno scandalo che ha fatto il botto sulle prime pagine di tutti i giornali. E così ho avuto copertine, interviste esclusive e proprio ieri sera uno speciale in prima serata tv. Non poteva andarmi meglio e adesso sono famosa: una bella soddisfazione se penso che pure il presentatore, durante uno degli intervalli, mi ha chiesto il numero di cellulare perchè mi considera interessante, ha detto, e una di queste sere vuole parlare con me di alcuni progetti. Subito dopo la sigla finale anche mamma ha chiamato però invece di complimentarsi mi ha urlato di tutto, che ero una svergognata un disonore per la famiglia, e poi ha sbattuto giù il telefono. Sarà per via di quell’ottusa fallita di mia sorella che la monta contro di me, ma proprio non la capisco. Con tutto quello che ho fatto per lei. Che ingrata!
tt © 2001 postato da tt |
15:43 | commenti (27)
foto n° 141 : daccapo
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09:11 | commenti (16)
Slowly
Por más que me encuentre
Luis Eduardo Aute postato da tt |
12:33 | commenti (14)
Qui si fa di necessità virtù. postato da tt |
07:30 | commenti (25)
La necessità aguzza l'ingegno. postato da tt |
10:40 | commenti (11)
foto n° 140 : la vita è bella!
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07:32 | commenti (30)
Specialisti
Ogni specialista oggi è a capo di un qualunque gruppo di specialisti: per quanto uno sia specializzato, oggi troverà sempre nel suo campo speciale altri campi speciali che produrranno ulteriori specialisti.
Friedrich Dürrenmatt postato da tt |
10:29 | commenti (11)
LETTERA 35
Format Me
A un certo punto poi mi son deciso:
L35 © 2004 postato da tt |
07:29 | commenti (17)
La vita è l’arte di trarre conclusioni sufficienti da premesse insufficienti. Samuel Butler postato da tt |
10:05 | commenti (16)
foto n° 139 : disoccupata
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09:52 | commenti (22)
fotografia dell’11 settembre
Sono saltati giù dai piani in fiamme - uno, due, ancora qualcuno sopra, sotto.
La fotografia li ha fissati vivi, e ora li conserva sopra la terra verso la terra.
Ognuno è ancora un tutto con il proprio viso e il sangue ben nascosto.
C’è abbastanza tempo perché si scompiglino i capelli e dalle tasche cadano gli spiccioli, le chiavi.
Restano ancora nella sfera dell’aria, nell’ambito di luoghi che si sono appena aperti.
Solo due cose posso fare per loro - descrivere quel volo senza aggiungere l’ultima frase.
Wislawa Szymborska postato da tt |
08:24 | commenti (14)
foto n° 138 : datemi un punto d'appoggio e salirò anche queste scale
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07:28 | commenti (16)
anch’io
Ho provato anch’io. E’ stata tutta una guerra d’unghie. Ma ora so. Nessuno potrà mai perforare il muro della terra.
Giorgio Caproni postato da tt |
10:08 | commenti (11)
foto n° 137 : si sta nell'incertezza
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13:06 | commenti (11)
cosa mi frulla per la testa
3 settembre
non riesco a pensare a Milano non riesco a pensare alla cronaca a quanto accaduto nel mondo all’attualità non riesco a pensare a cosa dovrò fare da lunedì non riesco nemmeno a concentrarmi su impegni appuntamenti riparazioni visite controlli scuola dei figli cambio stagione preoccupazioni varie ed eventuali non riesco a pensare a chi mi manca perché non c’è più non riesco a ipotizzare una coda in qualche ufficio una visita al cimitero un elenco di grane irrisolte che tra qualche giorno ritroverò allo stesso punto in cui le ho abbandonate non ci penso all’inverno se sarà allegro o stropicciato di malumori le paure notturne fanno il solletico ai sogni il mondo fa a meno di me che sollievo
come l’acqua qui tutto mi sfiora ma scivola intorno non ferisce
plumbago azzurri riempiono gli occhi il cielo è blu il mare accogliente
e oggi è l’ultimo giorno qui dove un tuffo e qualche bracciata riconcilia l’esistenza
vivo temporanea una tregua inscalfibile
6 settembre
solo pochi giorni e la vita ha già cancellato tutto
Da un’idea di Reina . postato da tt |
14:17 | commenti (9)
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09:33 | commenti (7)
Le Mànie e la collina dietro casa stanno bruciando sapessi com'è strano mentre sei sul tetto della palazzina adibito a terrazzone e stai per staccare le mollette dal filo e ritirare il bucato alzare appena gli occhi oltre le lenzuola e vedere che la collina subito lì dietro casa a 80 metri forse sì certo o poco di più è in fiamme e dopo che sei stata tutto il giorno al chiuso al riparo dalle raffiche del vento perché i bambini hanno la tosse e un pomeriggio tranquilli non fa che bene ti accorgi solo adesso e per puro caso che il cielo è denso di fumo cupo rossastro e allora inizi a prendere consapevolezza che ciò che sta bruciando non è solo un focolaio ma ben altro che con la tramontana sta divampando incontrollato e porti giù il bucato fai vestire i bambini ormai spaventati dal fumo chiudi di fretta tutti i serramenti ti metti in macchina e quando sei già a Finale ti accorgi d’un tratto non hai nemmeno i documenti così che tocca con preoccupazione crescente tornare indietro e tutto sta peggiorando le fiamme sono sempre più diffuse altissime e i soccorsi palesemente inadeguati due soli Canadair e un elicottero già in difficoltà per il vento che mai potranno fare ti chiedi e pensi a chi ha casa nelle frazioni in collina ed è un pensiero da tacere che i bambini hanno già fretta di andare via mamma per piacere andiamo a Milano almeno a dormire per favore mamma per favore non vedi il fuoco fa paura non vedi come corre sono solo due ore di viaggio andiamo dai mamma sbrigati e a questo punto è tornato il sangue freddo perciò arresti l'auto davanti a casa i bambini hanno il divieto di scendere ti raccomandi che l'aria si è fatta irrespirabile e il fumo sempre più pastoso e sali le scale di corsa con un fazzoletto davanti per proteggerti un poco prendi i documenti chiudi il gas sei convinta di aver fatto tutto di non aver trascurato altro perfino lo scaldabagno hai spento anche se ore dopo ti ricorderai che hai lasciato il minestrone tiepido da servire nella pentola e sarà tutto da buttare tra qualche giorno quando tornerai sperando che si salvi il resto perché il timore che tutto bruci c'è c'è davvero ed è incontrollabile dopo quel che hai visto ma intanto ti affretti in giardino sotto un vorticare di cenere a larghe falde e aiuti a mettere le bombole del gas tutte vicine nel caso la protezione civile volesse spostarle almeno le trova facilmente e infine dopo esserti assicurata che l'anziana proprietaria abbia dove andare dei parenti che la ospitino un luogo dove pernottare non resta altro da fare in quell'atmosfera opaca che brucia la gola gli occhi e stringe al cuore che raggiungere i figli in auto partire e riportarli in città a respirare almeno questa notte e allora ti rendi conto soltanto allontanandoti allargando la prospettiva che manca solo il maremoto perché sia Apocalisse e il fuoco è dappertutto il vento lo porta lo spande e più vi spostate più ne comprendi la terrificante estensione così che l'unica cosa che è chiara semplice e terribile allo stesso tempo è che un incubo di entità inimmaginabile ha fatto irruzione e lascerà segni e ferite incancellabili poi forse quando e se mai se ne riparlerà senza mai più dimenticare perché ora c'è da andare solo da andare seguiti dal vermiglio fiammeggiare crepitante che stravolge l'aria il cielo e lo vedi ancora in lontananza da Genova tutto quel rosso minaccioso che alona il buio alle spalle quando imbocchi la svolta per Milano e non ti sembra di aver scampato un pericolo ma solo di aver imboccato la strada per un luogo dove stanotte piangerai lacrime e rabbia per quelle terre che senti anche un poco tue - tt © (3 e 4 settembre 2003, per non dimenticare) postato da tt |
08:58 | commenti (13)
foto n° 136 : sgonfiamo il materassino, dai!
foto n° 135 : non potrei desiderare altro
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09:10 | commenti (9)
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