stellefilanti


giovedì, settembre 30, 2004

foto n° 142 : persegui la bellezza, altra ne seguirà


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martedì, settembre 28, 2004

La signora baciatrice

 

Era la sua baciatrice preferita.

Con lei si appartava un momento dal mondo, poi

vi ritornava.

Era felice la baciatrice?

Oh sì, e anche il signore baciato lo era, e anche i baci

di essere dati, tutti i conti erano tornati.

 

Vivian Lamarque


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lunedì, settembre 27, 2004

Il testo è un oggetto vivente fornito di chiavi.

 

Adriano Spatola


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domenica, settembre 26, 2004

Ugo Carrega
(Pegli, Genova, 1935)
Lo spazio è gioia
1972
tecnica mista su tela
65 x 50 cm







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venerdì, settembre 24, 2004

carriera

 

Io glielo avevo detto a mamma che doveva fidarsi, che non sarei finita come quella scialba di mia sorella, dietro al bancone ad affettare salumi da mattina a sera, le mani puzzolenti di insaccato, e il resto del tempo a rincorrere i pupetti, mentre lui fa notte tra birre e biliardi.

Fidati, le dicevo, che la tua Cesarina ha una marcia in più, anche se qui sono troppo campagnoli per accorgersene; per fare carriera ci vuole l'occasione giusta e quella non passa certo dal “Salone di Bellezza Natasha”, proprio dietro la piazza principale, dove si fanno superflue manicure a mani callose di sfinite compaesane.

E’ con una lettera di presentazione del rappresentante di cosmetici, quello che arrivava da noi una volta al mese e che mi diceva sempre che ero un gioiellino sprecato da queste parti, che mi sono presentata al mio nuovo posto di lavoro, in città.

Mamma non ci credeva quando le raccontavo quanto era bello, un salone massaggi con tanti velluti e divanetti, fiori sempre freschi nei vasi e una clientela di signori ricchi, davvero selezionata. Ogni tanto mi osservava dubbiosa, ma sono sempre riuscita a tranquillizzarla; la rassicuravo che ero una professionista e poi – finalmente - quando le ho comprato la televisione a colori nuova ha smesso di insistere con troppe domande.

Non è che le dicessi proprio tutto del mio lavoro: non è mai stata di larghe vedute – moderna – lei e non credo davvero avrebbe capito, anche se i signori erano sempre molto soddisfatti. Ne farai di strada, mi ripetevano.

E così è stato, in pochi anni: avevo un nome lì in città, uno di quelli che si sussurranno a mezza voce, ammiccando compiaciuti e sospirando complici e soddisfatti.

Mi erano così grati che alla fine stavo proprio bene, davvero, mi passavo dei lussi che mia sorella nemmeno a rate si sognava.

Ero sistemata ormai e volevo smettere, anzi cambiare: già da un po’ ci pensavo alla televisione. Con una certa esperienza sarebbe stato uno scherzetto sfondare, tanto più che mamma, se mi avesse vista lì, avrebbe smesso di dubitare del mio successo, di biasimarmi nelle confidenze serali con quell’invidiosa di mia sorella.

Avevo visto giusto quando ho fatto trovare la mia agenda con i cuoricini rossi, quella degli appuntamenti più piccanti, a portata di mano del capo di quell’agente di polizia, il timido brunetto che passava a trovarmi ogni giovedì, tanto carino e sollecito ma troppo interessato a chiudere un occhio.

Il suo capo, del cui rigore morale tante volte s’era lamentato, è stato invece all’altezza delle aspettative: perquisizioni, chiusura del locale e, poi, conferenze stampa.

Non ci contavo, ma ha perfino tirato fuori i nomi dei clienti, quelli più in vista.

Insomma, uno scandalo che ha fatto il botto sulle prime pagine di tutti i giornali.

E così ho avuto copertine, interviste esclusive e proprio ieri sera uno speciale in prima serata tv.

Non poteva andarmi meglio e adesso sono famosa: una bella soddisfazione se penso che pure il presentatore, durante uno degli intervalli, mi ha chiesto il numero di cellulare perchè mi considera interessante, ha detto, e una di queste sere vuole parlare con me di alcuni progetti.

Subito dopo la sigla finale anche mamma ha chiamato però invece di complimentarsi mi ha urlato di tutto, che ero una svergognata un disonore per la famiglia, e poi ha sbattuto giù il telefono. Sarà per via di quell’ottusa fallita di mia sorella che la monta contro di me, ma proprio non la capisco.

Con tutto quello che ho fatto per lei.

Che ingrata!

 

tt © 2001


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giovedì, settembre 23, 2004

foto n° 141 : daccapo


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mercoledì, settembre 22, 2004

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Slowly

 

 

 

 

Por más que me encuentre
un tesoro en las fuentes del Nilo
quiero bailar un slowity tonight.

Y aunque seas la Mona Lisa
o la Venus de Milo,
quiero bailar un slowity tonight,
tonight.

Por más que yo sea una bestia
y tú seas tan bella
quiero bailar un slowity tonight,
my love.

Ya puede caernos encima
un diluvio de estrellas
quiero bailar un slow with you
como aquel...
"time goes bye, so slowly
I hunger for your sha la la la..."

Por más que nos pille
el estúpido de tu marido
quiero bailar un slowity tonight,
tonight.

Y aunque enamorarme de ti
me lo tengas prohibido
quiero bailar un slowity tonight,
my love.

Por más que no pueda
comprarte un collar de diamantes
quiero bailar un slowity tonight,
sweet heart.

Y aunque nunca llegue a ser
Harrison Ford como amante,
quiero bailar un slow with you
como aquel...
"at the end of the rainbow
you find a pot of gold, sha la la..."

Por más que aparezca la grúa
y se lleve mi coche
quiero bailar un slowity tonight,
tonight.

Por mí que reviente el planeta
en confetti esta noche
quiero bailar un slowity tonight,
honey.

Y como parece que el corto verano
se acaba
quiero bailar un slowity tonight,
tonight.

Seamos al fin Salomón y
la reina de Saba
I want to a dance slow
with you como aquel
"Dream, dream, dream,
sha la la la...
so slowly..."

 

Luis Eduardo Aute


































































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martedì, settembre 21, 2004

Qui si fa di necessità virtù.


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lunedì, settembre 20, 2004

La necessità aguzza l'ingegno.


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venerdì, settembre 17, 2004

foto n° 140 : la vita è bella!


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giovedì, settembre 16, 2004

Specialisti

 

Ogni specialista oggi è a capo di un qualunque gruppo di specialisti: per quanto uno sia specializzato, oggi troverà sempre nel suo campo speciale altri campi speciali che produrranno ulteriori specialisti.

 

Friedrich Dürrenmatt


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mercoledì, settembre 15, 2004

  today's guest:

 LETTERA 35

 

Format Me


Da tempo mi impiantavo all'improvviso.
Credendo di trovare giovamento
entravo in loop perenni e senza senso
e non mi spaventava l'aspettare.

 

A un certo punto poi mi son deciso:
ho formattato il mio pensiero fisso.
Giravo sempre intorno all'argomento.
Adesso sono vuoto e non ci penso.

 

L35 © 2004










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martedì, settembre 14, 2004

La vita è l’arte di trarre conclusioni sufficienti da premesse insufficienti.

 

Samuel Butler


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lunedì, settembre 13, 2004

foto n° 139 : disoccupata


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sabato, settembre 11, 2004

fotografia dell’11 settembre

 

Sono saltati giù dai piani in fiamme -

uno, due, ancora qualcuno

sopra, sotto.

 

La fotografia li ha fissati vivi,

e ora li conserva

sopra la terra verso la terra.

 

Ognuno è ancora un tutto

con il proprio viso

e il sangue ben nascosto.

 

C’è abbastanza tempo

perché si scompiglino i capelli

e dalle tasche cadano

gli spiccioli, le chiavi.

 

Restano ancora nella sfera dell’aria,

nell’ambito di luoghi

che si sono appena aperti.

 

Solo due cose posso fare per loro -

descrivere quel volo

senza aggiungere l’ultima frase.

 

Wislawa Szymborska


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venerdì, settembre 10, 2004

foto n° 138 : datemi un punto d'appoggio

e salirò anche queste scale

 


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giovedì, settembre 09, 2004

anch’io

 

Ho provato anch’io.

E’ stata tutta una guerra

d’unghie. Ma ora so. Nessuno

potrà mai perforare

il muro della terra.

 

Giorgio Caproni


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martedì, settembre 07, 2004

foto n° 137 : si sta nell'incertezza


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lunedì, settembre 06, 2004

cosa mi frulla per la testa

 

3 settembre

 

non riesco a pensare a Milano

non riesco a pensare alla cronaca a quanto accaduto nel mondo all’attualità

non riesco a pensare a cosa dovrò fare da lunedì

non riesco nemmeno a concentrarmi su impegni appuntamenti riparazioni visite controlli scuola dei figli cambio stagione preoccupazioni varie ed eventuali

non riesco a pensare a chi mi manca perché non c’è più

non riesco a ipotizzare una coda in qualche ufficio una visita al cimitero un elenco di grane irrisolte che tra qualche giorno ritroverò allo stesso punto in cui le ho abbandonate

non ci penso all’inverno se sarà allegro o stropicciato di malumori

le paure notturne fanno il solletico ai sogni

il mondo fa a meno di me che sollievo

 

come l’acqua qui tutto mi sfiora

ma scivola intorno

non ferisce

 

plumbago azzurri riempiono gli occhi

il cielo è blu

il mare accogliente

 

e oggi è l’ultimo giorno qui

dove un tuffo e qualche bracciata

riconcilia l’esistenza

 

vivo

temporanea

una tregua inscalfibile

 

6 settembre

 

solo pochi giorni

e la vita ha già cancellato tutto

 

Da un’idea di Reina .


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domenica, settembre 05, 2004


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venerdì, settembre 03, 2004

Le Mànie e la collina dietro casa stanno bruciando

sapessi com'è strano mentre sei sul tetto della palazzina adibito a terrazzone e stai per staccare le mollette dal filo e ritirare il bucato alzare appena gli occhi oltre le lenzuola e vedere che la collina subito lì dietro casa a 80 metri forse sì certo o poco di più è in fiamme e dopo che sei stata tutto il giorno al chiuso al riparo dalle raffiche del vento perché i bambini hanno la tosse e un pomeriggio tranquilli non fa che bene ti accorgi solo adesso e per puro caso che il cielo è denso di fumo cupo rossastro e allora inizi a prendere consapevolezza che ciò che sta bruciando non è solo un focolaio ma ben altro che con la tramontana sta divampando incontrollato e porti giù il bucato fai vestire i bambini ormai spaventati dal fumo chiudi di fretta tutti i serramenti ti metti in macchina e quando sei già a Finale ti accorgi d’un tratto non hai nemmeno i documenti così che tocca con preoccupazione crescente tornare indietro e tutto sta peggiorando le fiamme sono sempre più diffuse altissime e i soccorsi palesemente inadeguati due soli Canadair e un elicottero già in difficoltà per il vento che mai potranno fare ti chiedi e pensi a chi ha casa nelle frazioni in collina ed è un pensiero da tacere che i bambini hanno già fretta di andare via mamma per piacere andiamo a Milano almeno a dormire per favore mamma per favore non vedi il fuoco fa paura non vedi come corre sono solo due ore di viaggio andiamo dai mamma sbrigati e a questo punto è tornato il sangue freddo perciò arresti l'auto davanti a casa i bambini hanno il divieto di scendere ti raccomandi che l'aria si è fatta irrespirabile e il fumo sempre più pastoso e sali le scale di corsa con un fazzoletto davanti per proteggerti un poco prendi i documenti chiudi il gas sei convinta di aver fatto tutto di non aver trascurato altro perfino lo scaldabagno hai spento anche se ore dopo ti ricorderai che hai lasciato il minestrone tiepido da servire nella pentola e sarà tutto da buttare tra qualche giorno quando tornerai sperando che si salvi il resto perché il timore che tutto bruci c'è c'è davvero ed è incontrollabile dopo quel che hai visto ma intanto ti affretti in giardino sotto un vorticare di cenere a larghe falde e aiuti a mettere le bombole del gas tutte vicine nel caso la protezione civile volesse spostarle almeno le trova facilmente e infine dopo esserti assicurata che l'anziana proprietaria abbia dove andare dei parenti che la ospitino un luogo dove pernottare non resta altro da fare in quell'atmosfera opaca che brucia la gola gli occhi e stringe al cuore che raggiungere i figli in auto partire e riportarli in città a respirare almeno questa notte e allora ti rendi conto soltanto allontanandoti allargando la prospettiva che manca solo il maremoto perché sia Apocalisse e il fuoco è dappertutto il vento lo porta lo spande e più vi spostate più ne comprendi la terrificante estensione così che l'unica cosa che è chiara semplice e terribile allo stesso tempo è che un incubo di entità inimmaginabile ha fatto irruzione e lascerà segni e ferite incancellabili poi forse quando e se mai se ne riparlerà senza mai più dimenticare perché ora c'è da andare solo da andare seguiti dal vermiglio fiammeggiare crepitante che stravolge l'aria il cielo e lo vedi ancora in lontananza da Genova tutto quel rosso minaccioso che alona il buio alle spalle quando imbocchi la svolta per Milano e non ti sembra di aver scampato un pericolo ma solo di aver imboccato la strada per un luogo dove stanotte piangerai lacrime e rabbia per quelle terre che senti anche un poco tue -

tt © (3 e 4 settembre 2003, per non dimenticare)


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giovedì, settembre 02, 2004

foto n° 136 : sgonfiamo il materassino, dai!


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mercoledì, settembre 01, 2004

foto n° 135 : non potrei desiderare altro


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