| stellefilanti |
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L’inchiostro nero che danza sulla carta garantisce l’eternità di chi impugna l’oggetto ballerino e freddo (credevo un tempo, o semplicemente fingevo di presumere). L’inchiostro di qualunque colore e la carta o ferro dove si iscriva passano volatili come le dita piene d’intenzioni e come il suono del cuculo tre volte ripetuto. Al silenzio che segue nessuno forse risponde, poiché non sa che c’è stato un suono, una verità, un prima.
Pedro Tamen postato da tt |
15:05 | commenti (3)
foto n° 114 : quanto azzurro a circondare
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13:37 | commenti (13)
Perché il pensiero, che è solo una secrezione del cervello, è molto più affascinante della gravità, che è una proprietà della materia?
Charles Darwin postato da tt |
12:56 | commenti (17)
E’ uno qualunque; ma al suo primo passo una madre gioì, una donna gli tremò tra le braccia, un figlio lo piangerà. Nessuno può avere di più.
Camillo Sbarbaro postato da tt |
09:08 | commenti (19)
foto n° 113 : accomodatevi in un arcobaleno di voci
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09:45 | commenti (13)
un’ idea azzurra coltivo la parola innamorata un’idea azzurra trafelata adiacente la distanza due passi un abisso a partire dal mare in assenza dove di me dissemino l’essenza un mucchietto di cenere in quantità trascurabile tt © 2003 postato da tt |
10:41 | commenti (13)
foto n° 112 : la luce gioca di riflesso
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09:21 | commenti (14)
E' passata in un lampo -
Filippo Tuena postato da tt |
07:37 | commenti (16)
foto n° 111 : orientarsi tra fughe e specchi
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12:34 | commenti (14)
Perhaps Love
Perhaps love is like a resting place, a shelter from the storm It exists to give you comfort, it is there to keep you warm
Perhaps love is like a window, perhaps an open door
Love to some is like a cloud, to some as strong as steel
Perhaps love is like the ocean, full of conflict, full of pain
Some say love is holding on and some say letting go
Perhaps love is like the mountains, full of conflict, full of change
John Denver postato da tt |
11:58 | commenti (19)
foto n° 110 : ...che ti fan veglia dall'ombra dei fossi...
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07:29 | commenti (15)
fermati, attimo si perdono
da VITA-GRAFIA, Ed. OTMA, Milano © 2003 postato da tt |
08:09 | commenti (21)
foto n° 109 : meno di 2 kcal di zuccherini
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09:08 | commenti (19)
Un sogno
Ho fatto questo sogno. Mio padre tornava a trovarmi. “Allora, gli dico, comè andata? Hai incontrato Beethoven?”. Si acciglia e scuote la testa con un’aria disgustata e triste: “Ah, che incontro orribile!”. “Come mai?”. “Molto, molto antipatico”. “Ma come, papà?”. “Mi avvicino a lui, prosegue mio padre, pronto a stringergli la mano, e sai cosa mi dice: Come ha osato cimentarsi con l’adagio di Hammerklavier? Come ha potuto pensare per un solo attimo di interpretare una misura di Hammerklavier? ”. “Mi perdoni, maestro, gli rispose mio padre, immaginavo che adesso lei fosse al di sopra di queste cose...”. “Ma insomma, sbottò Beethoven, essere morti non significa essere saggi”.
Yasmine Reza postato da tt |
09:17 | commenti (15)
Sapere che non si scrive per l’altro, sapere che le cose che sto per scrivere non mi faranno mai amare da chi amo, sapere che la scrittura non compensa niente, non sublima niente, che è precisamente là dove tu non sei - è l’inizio della scrittura.
Roland Barthes postato da tt |
11:33 | commenti (10)
foto n° 108 : una sosta, un po' di refrigerio
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13:57 | commenti (9)
Elettricità
Quella notte in cui tu chiamasti per dirmi come l’alternarsi casuale dei giorni sia semplice proprio come l’incontrarsi o il non incontrarsi, stavo pensando all’elettricità - a come in un determinato punto morto del circuito la tensione può diminuire o accumularsi, a come anche tu hai bisogno di una mancanza d’equilibrio perché l’energia possa sprigionarsi. Fìdati. Un tempo, presa a quel modo, nessuna estremità, nessuna fine, nessun inizio, davvero non riuscivo a distinguere le nostre azioni: se eri tu a sollevare il mio capo alla luce, o se ero io che dicevo quanto desideravo guardare il tuo volto. Il tuo bellissimo volto.
Lavinia Greenlaw postato da tt |
08:25 | commenti (10)
foto n° 107 : vendesi casine, tutte fronte mare
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09:02 | commenti (25)
La vera arte non sa che farsene dei proclami, si compie nel silenzio.
Marcel Proust postato da tt |
09:06 | commenti (19)
foto n° 106 : nécessaire pour le bonheur
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13:24 | commenti (14)
senza poterne venire a capo non c’era modo di venirne a capo questo le era chiaro ora che il dilemma si presentava d’entità incommensurabilmente maggiore del previsto mentre la situazione le stava semplicemente sfuggendo dal controllo e lo sapeva bene adesso che l’ansia aumentava e se non avesse trovato il bandolo della matassa entro la prossima mezz’ora la catastrofe sarebbe stata inevitabile e assicurata come sempre le accadeva del resto di fronte a bivi decisionali già da quando bambina faceva scena muta dal gelataio che le chiedeva quali gusti volesse mentre lei si perdeva a rileggere per l’ennesima volta la lista scritta a gessetto sulla lavagna a fianco al bancone di metallo refrigerato quando poi alla fine le sarebbe bastato un cono al gusto panna per essere felice ma solo l’ipotesi di un’alternativa le creava il dubbio di perdersi qualcosa o di sbagliare e quindi si paralizzava nell’istante prima dell’irrevocabilità di un sapore insoddisfacente per difetto oppure in seguito anni dopo quando la sua incapacità peggiorando ha cominciato a riversarsi in ogni minimo frangente di vita moltiplicando a dismisura gli ostacoli e gli impedimenti a viverla linearmente perdendosi invece in un reticolo di considerazioni ponderate oltremisura quanto irresolute e irrisolvibili nel loro svicolare in ogni direzione immaginabile e disperdendo attitudini talenti e forze nella precipua generazione esponenziale di angosce sempre meno controllabili e gestibili quanto più di natura infinitesimale come ora che un’attività irrilevante a livello di sopravvivenza personale e del tutto ininfluente sulle sorti del mondo per non dire della serata che si sarebbe andata a godere in tutta tranquillità e con la possibilità non remota di scoprire finalmente che lui sì lui l’amava davvero e perfino si sarebbe dichiarato pronto ad affrontare una vita in comune che le avrebbe fatto raggiungere una serenità matura sarebbe stata un episodio marginale della sua esistenza presto dimenticato se solo non fosse sostata troppo davanti all’armadietto del bagno e non si fosse fatta prendere dal dubbio di fronte alle boccette dello smalto per unghie nell’indecisione sull’opportunità di indossare per l’occasione tanto attesa e desiderata il color corallo jeune fille en fleur n°27 oppure il più seducente prugna dark lady macbeth n° 42 invece di risolvere il tutto a dadi affidandosi al caso o optando più semplicemente per una soluzione drastica indossando un paio di scarpe chiuse per l’ennesima volta cede al ricatto di una volontà in cortocircuito e in preda alle lacrime nonché alla disperazione più nera gli telefona e per sempre ignara degli sviluppi della loro storia disdice l’appuntamento senza nemmeno premurarsi di rinviarlo soltanto adducendo tra singhiozzi a malapena trattenuti la colpa a un malore che nemmeno è una bugia in quanto per lo sforzo è riuscita realmente a farsi venire un incredibile mal di testa - tt © 2003 postato da tt |
14:10 | commenti (13)
foto n° 105 : il mondo è mezzo pieno o mezzo vuoto?
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08:09 | commenti (18)
L’isola dei progetti
L’isola dei progetti non è deserta, ma quasi. Abbondano la carta, le idee generali, i compassi, le gomme e il movimento frenetico. Per ora si sta in grotte colme di voci, poi verranno le architetture di cristallo ed aria. Per ora si va a piedi, poi si userà la sotterranea totale. Per ora si sta qui, poi si sarà dappertutto. L’isola dei progetti tenta da sempre un collegamento virtuale con l’isola prossima, ma ancora ignota. Alcuni - per non campare d’aria - coltivano il dubbio.
Ernesto Franco, Isolario postato da tt |
18:22 | commenti (3)
L’isola dei soggetti implosi
Nell’isola dei soggetti implosi non si fanno dichiarazioni d’amore. Ci si guarda negli occhi e si presume. Nessuno capisce gran cosa. E’ un’isola in cui ci si fraintende e ci si desidera. E’ un’isola in cui si sta, si sta accanto. E ci si guarda con sguardo d’intesa. Ci arrivano - non è ancora ben chiaro per quali combinazioni di correnti - molti naufraghi e molti relitti. Nell’isola dei soggetti implosi si è sempre d’accordo su tutto quanto non si è appena detto.
Ernesto Franco, Isolario postato da tt |
09:52 | commenti (14)
foto n° 104 : rosa, da sfogliare
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10:08 | commenti (12)
VENTOMARE
Uot e Uondeful Uol
(è vivamente consigliato l'ascolto durante la lettura)
M.C. © 2004 postato da tt |
07:33 | commenti (17)
foto n° 103 : o di qua, o di là
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08:28 | commenti (20)
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