| stellefilanti |
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foto n° 87 : meteo: acqua, dappertutto
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15:11 | commenti (19)
III.
la segretaria e l’impiegato dopo cena e ammazzacaffè davanti allo schermo tornano a tacer di sé traditi dall’incontro inaspettato riprovano a edificar un nuovo passato (e poi ricomincia...)
tt © 2004 postato da tt |
12:32 | commenti (17)
II.
l’impiegato e la segretaria dentro un bar davanti a un caffé riconobbero che era meglio la vita così com’è
happy end by tt © 2004 postato da tt |
21:18 | commenti (20)
I.
si conobbero in internet l’amministratore delegato e la famosa pubblicitaria si incontrarono però l’impiegato e la segretaria
tt © 2004 postato da tt |
23:08 | commenti (21)
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15:41 | commenti (7)
questa nostra storia d’amore questa nostra storia d’amore è da manuale dici sorridendo e c’è il mare due gabbiani si tuffano la spiaggia quasi vuota il silenzio un tramonto rosso di sera che promette il frizzantino bianco in gola le olive nella coppa la tua mano sulla mia e tutto il resto da manuale appunto penso che di te e me non v’é traccia
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07:33 | commenti (9)
foto n° 86 : la grande onda
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18:48 | commenti (11)
II.
Non mi sono affatto uccisa per la solita crisi depressiva. Io, Adelina Virginia Woolf, ho rinunciato alla vita solo perché avevo esaurito l’elenco dei miei interlocutori epistolografi. Ne ho consumati a centinaia in oltre cinquant’anni, con non so più quante migliaia di lettere. Volete proprio saperlo? Nessuno di loro mi invitò mai a un tè o a una gita al faro. Credo di essere stata una delle più grandi seccatrici dei salotti europei, ma che dire di quelli che mi circondavano, tutti in colletto rigido, sonetti e ombrello? Mi stavano intorno come una siepe, oltre la quale non vedi il mondo. Perché un granatiere, un distillatore irlandese, un fratello sciocco di Sherlock Holmes o anche lo squartatore di Londra non mi hanno individuata? E sì che ero pronta, quasi ben pettinata, in posa, l’occhio profondo, il collettino in ordine.
Giovanni Arpino, Bambinacce postato da tt |
07:24 | commenti (9)
foto n° 85 : di doman non c'è certezza
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09:47 | commenti (14)
Se vado al cinema, a teatro, a un concerto, io so che la sedia su cui mi siedo non mi appartiene, ma mi comporto come se fosse proprio quello il mio vero posto nel mondo, il posto per cui ho lottato e faticato tanto.
José Saramago postato da tt |
11:39 | commenti (7)
foto n° 84 : affacciati alla finestra, amore mio
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09:55 | commenti (18)
La finestra sul cortile
"Ti ricordi 'La finestra sul cortile'? Non è la stessa cosa?". No, non è la stessa cosa. Tanto per cominciare non ho nessuna intenzione di rompermi una gamba e tu a Grace Kelly nemmeno per sbaglio ci assomigli. E io non assomiglio a James Stewart, neppure quando faceva Mr. Smith. Al massimo mi si può confondere con Danny De Vito, ma per decoro non ho il codino io. Io faccio il ragioniere in un piccolo ufficio e non sono ammesse eccentricità e trasgressioni. Il vestito buono e la barba tagliata però non bastano a rendermi presentabile e così il mio capo mi lascia relegato nel retro dell' ufficio. Tratta lui con i clienti perchè ci sa fare, dice, ma credo che i motivi siano altri. Estetici. E poi non sopporta le mie mani sudate. Anche adesso mi stanno sudando. Ma non è emozione. Tu stai guardando fuori dalla finestra per vedere se sul davanzale c'è posto per le cassette dei gerani. Ci starebbero bene, hai detto. E hai detto tante altre cose, in questi ultimi giorni, che quasi avevo pensato di avere incontrato una donna che potesse fare al caso mio. Non Grace Kelly, ma una brava persona, una a posto. Tanto mi bastava. Ma ora non è la stessa cosa. Tu sogni, ti fingi altro. Sei già via da qui. "No, non credo sia la stessa cosa", rispondo piano.
tt © 2002 postato da tt |
09:37 | commenti (20)
foto n° 83 : sigillate quello spiffero, chiudetele fuori!
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09:01 | commenti (15)
La cipolla
Wislawa Szymborska postato da tt |
08:02 | commenti (5)
DAVIDE L. MALESI
Autunno, saggio postato da tt |
15:36 | commenti (16)
foto n° 82 : giusto in tempo per l'aperitivo
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12:19 | commenti (8)
I giorni vengono distinti fra loro, ma la notte ha un unico nome.
E. Canetti postato da tt |
12:12 | commenti (4)
foto n° 81: la finestra su quale lato la volete? ho capito. faccio io.
questa è una casa, antica e del XV secolo circa, ma una casa. un'abitazione, che qualcuno avrà costruito. mi piace immaginarmi una coppia, che al dunque si sia messa a discutere (le coppie discutono sempre, si sa, le assortiscono a casaccio apposta) su dove piazzare la finestra. lui la voleva verso ovest, lei verso sud. il muratore in mezzo, a tirar su pareti. e quelli a discutere (che le discussioni nelle coppie non sono mai brevi, né concise). mentre ormai i due rievocavano attriti riguardanti fidanzamento, gelosie antiche, rivalità di famiglie, antipatie generazionali, sgarbi e quant'altro potesse venir loro in mente per attizzare oltre quella che ormai era una sfida all'ultima recriminazione, il povero e sconsolato muratore, tra disperazione e genialità, disfa l'angolo dell'edificio, ci piazza una bella paretina obliqua con la finestra della discordia, e salva un matrimonio (fino al prossimo diverbio). postato da tt |
08:03 | commenti (15)
I. Dicono: quella lì sentiva le voci e le andava a raccontare al re, magari facendo dispetto a qualche prelato. Cosa avrei dovuto fare, secondo voi? Una Giovanna d’Arco o si inventa da sola o, se aspetta i comodi del Palazzo, finisce col passare per matta. Certo, sentivo le voci, portavo la corazza anche se non potevo immaginare di finir in un film con quell’Ingrid Bergman troppo signora e quindi ignara della Francia grassa, paesana. Fin da piccola ero preparata alla mia storia, non volevo certo ingrigire in campagna allevando polli per un marito beone. La Francia è bella per questo: ti dà la possibilità e tu, con la possibilità, ti costruisci la “situation”. Fossi nata a Cuneo o a Treviso mi avrebbero chiusa in cantina come si faceva con gli scemi di famiglia. Invece io ho una statua dorata nel pieno centro di Parigi e non c’è barba di ideologo, prete o rivoluzionario che osi criticarmi, grazie al rogo.
Giovanni Arpino, Bambinacce postato da tt |
07:32 | commenti (15)
foto n° 80 : ...e di nuovo torno a casa...
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11:56 | commenti (13)
a tutto tondo, verde, perfetto. più che un gioiello , una caramella .
(gentilmente offerta da una Placida Signora) postato da tt |
10:07 | commenti (6)
L'amore é reale, un giorno lo incontrerai, ma ha un grande avversario, la vita.
Jean Anouilh postato da tt |
17:10 | commenti (6)
foto n° 79 : meteo: piove, pioveva, ha piovuto, pioverà
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10:39 | commenti (15)
senz’altro forse sarà quando
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08:47 | commenti (20)
foto n° 78 : stanchi dei soliti gerani?
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09:33 | commenti (13)
Buttate pure via ogni opera in versi o in prosa. Nessuno è mai riuscito a dire cos’è, nella sua essenza, una rosa.
Giorgio Caproni postato da tt |
15:51 | commenti (7)
foto n ° 77 : rosa più bella non c'è
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10:04 | commenti (11)
foto n ° 76 : liquido e metallico
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12:15 | commenti (4)
Follia non è sapere che di tutti quei trentamila giorni che viviamo ne resteranno forse dieci o venti ben vivi alla memoria. Ma è pensare che per qualche disordine o disguido o inframettenza di diavoli scaltri, quei dieci o venti giorni a cui si affida la nostra vera storia non son quelli, ma altri.
Maria Luisa Spaziani postato da tt |
08:32 | commenti (2)
auguri di...
...Buona Pasqua! postato da tt |
08:33 | commenti (3)
foto n ° 75 : cartolina dal miomare
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12:58 | commenti (3)
foto n° 74 : affrettati! la piccola sta scappando
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11:23 | commenti (15)
la teoria del gioco su andiamo un numero impreciso di tessere da combinare attende la mano il gesto la parola il tempo che accompagna noi non più nello spazio e lo spazio in noi brivido dipinto verticale di scissioni scivola tra le scapole e la cronologia instabile degli eventi diverge senza equilibrio un lancio di dadi in un passo a occhi chiusi o lo sfogliare lento una margherita mentre spettatori mormoriamo bivi di sillabe note truffati da una infinita scacchiera di casi della vita
tt © 2003 postato da tt |
08:17 | commenti (8)
I consigli ritenuti più saggi sono sempre quelli meno adatti alla nostra situazione. L. de Clapiers de Vauvenargues postato da tt |
15:29 | commenti (4)
non di qua, di là ! postato da tt |
15:08 | commenti (2)
foto n ° 73 : sgarbugliatevi, pensieri miei
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08:46 | commenti (16)
Le porte del destino si spalancano ovunque. Shakuntala postato da tt |
07:52 | commenti (18)
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07:46 | commenti (2)
foto n° 72 : da qui all'eternità
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07:42 | commenti (16)
A vacanza conclusa dal treno vedere chi ancora sulla spiaggia gioca si bagna la loro vacanza non è ancora finita: sarà così sarà così lasciare la vita?
Vivian Lamarque postato da tt |
07:37 | commenti (2)
foto n° 71 : Domenica delle Palme
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23:53 | commenti (5)
L'imperfezione è il nostro paradiso. Wallace Stevens postato da tt |
23:07 | commenti (5)
foto n° 70 : dai, stiracchiamoci al sole
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12:41 | commenti (9)
BARBA E CAPELLI
“Barba e capelli?” chiese il parrucchiere facendo accomodare il signor Veneranda. “Sì” disse il signor Veneranda. “Ma secondo lei, posso tenere il cappello?” “Eh no, “ disse il parrucchiere “se tiene il cappello come faccio a tagliarle i capelli?” “Allora lei i capelli non li può tagliare a quelli che hanno il cappello?” chiese il signor Veneranda. “E’ impossibile” disse il parrucchiere. “Non le pare?” “Se lo dice lei,” sospirò il signor Veneranda “sarà anche così. Mi dispiace perché è tanto tempo che ho questo cappello, e non mi sento di buttarlo via o di venderlo.” “Ma non occorre” balbettò il parrucchiere. “Basta che se lo tolga. Poi se lo rimette di nuovo.” “Allora il mi tolgo il cappello, lei mi taglia i capelli poi mi rimetto il cappello” disse il signor Veneranda. “Già” disse il parrucchiere. “E la barba?” chiese il signor Veneranda. “Devo togliermi il cappello anche per la barba?” “Ma... sarebbe meglio” balbettò il parrucchiere che non sapeva cosa dire. “Allora riepilogando:” disse il signor Veneranda “Io mi tolgo il cappello, lei mi taglia i capelli, poi mi rimetto il cappello, poi me lo tolgo di nuovo e lei mi taglia la barba e alla fine mi torno a mettere il cappello. E’ così?” “Ma... veramente...” “Mi dispiace ma è troppo un traffico” disse il signor Veneranda alzandosi. “Io credevo che la cosa fosse molto più semplice e più svelta. Così non si finisce più. Pazienza, sarà per un’altra volta.” E il signor Veneranda se ne andò brontolando e sbattendo la porta.
Carlo Manzoni postato da tt |
09:09 | commenti (10)
foto n° 69 : ci sono tracce, nell'aria...
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10:13 | commenti (17)
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