stellefilanti


venerdì, aprile 30, 2004

foto n° 87 : meteo: acqua, dappertutto


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III.

 

la segretaria e l’impiegato

dopo cena e ammazzacaffè

davanti allo schermo tornano a tacer di sé

traditi dall’incontro inaspettato

riprovano a edificar un nuovo passato

(e poi ricomincia...)

 

tt © 2004


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giovedì, aprile 29, 2004

II.

 

l’impiegato e la segretaria

dentro un bar davanti a un caffé

riconobbero che era meglio

la vita così com’è

 

happy end by tt © 2004


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mercoledì, aprile 28, 2004

I.

 

si conobbero in internet

l’amministratore delegato

e la famosa pubblicitaria

si incontrarono però

l’impiegato e la segretaria

 

tt © 2004


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altri voli, altri luoghi


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questa nostra storia d’amore

 

questa nostra storia

d’amore

è da manuale

dici

sorridendo

e c’è il mare

due gabbiani si tuffano

la spiaggia quasi vuota

il silenzio

un tramonto

rosso

di sera che promette

il frizzantino bianco in gola

le olive nella coppa

la tua mano

sulla mia

e tutto il resto

da manuale

appunto

penso

che

di te e me

non v’é traccia

 

da VITA-GRAFIA, Ed. OTMA, Milano ©2003


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martedì, aprile 27, 2004

foto n° 86 : la grande onda


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II.

 

Non mi sono affatto uccisa per la solita crisi depressiva. Io, Adelina Virginia Woolf, ho rinunciato alla vita solo perché avevo esaurito l’elenco dei miei interlocutori epistolografi. Ne ho consumati a centinaia in oltre cinquant’anni, con non so più quante migliaia di lettere. Volete proprio saperlo? Nessuno di loro mi invitò mai a un tè o a una gita al faro. Credo di essere stata una delle più grandi seccatrici dei salotti europei, ma che dire di quelli che mi circondavano, tutti in colletto rigido, sonetti e ombrello? Mi stavano intorno come una siepe, oltre la quale non vedi il mondo. Perché un granatiere, un distillatore irlandese, un fratello sciocco di Sherlock Holmes o anche lo squartatore di Londra non mi hanno individuata? E sì che ero pronta, quasi ben pettinata, in posa, l’occhio profondo, il collettino in ordine.

 

Giovanni Arpino, Bambinacce


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lunedì, aprile 26, 2004

foto n° 85 : di doman non c'è certezza


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domenica, aprile 25, 2004

Se vado al cinema, a teatro, a un concerto, io so che la sedia su cui mi siedo non mi appartiene, ma mi comporto come se fosse proprio quello il mio vero posto nel mondo, il posto per cui ho lottato e faticato tanto.

 

José Saramago


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sabato, aprile 24, 2004

foto n° 84 : affacciati alla finestra, amore mio


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venerdì, aprile 23, 2004

La finestra sul cortile

 

"Ti ricordi 'La finestra sul cortile'? Non è la stessa cosa?".

No, non è la stessa cosa. Tanto per cominciare non ho nessuna intenzione di rompermi una gamba e tu a Grace Kelly nemmeno per sbaglio ci assomigli.

E io non assomiglio a James Stewart, neppure quando faceva Mr. Smith. Al massimo mi si può confondere con Danny De Vito, ma per decoro non ho il codino io. Io faccio il ragioniere in un piccolo ufficio e non sono ammesse eccentricità e trasgressioni. Il vestito buono e la barba tagliata però non bastano a rendermi presentabile e così il mio capo mi lascia relegato nel retro dell' ufficio.

Tratta lui con i clienti perchè ci sa fare, dice, ma credo che i motivi siano altri. Estetici. E poi non sopporta le mie mani sudate.

Anche adesso mi stanno sudando. Ma non è emozione.

Tu stai guardando fuori dalla finestra per vedere se sul davanzale c'è posto per le cassette dei gerani.

Ci starebbero bene, hai detto. E hai detto tante altre cose, in questi ultimi giorni, che quasi avevo pensato di avere incontrato una donna che potesse fare al caso mio. Non Grace Kelly, ma una brava persona, una a posto. Tanto mi bastava.

Ma ora non è la stessa cosa. Tu sogni, ti fingi altro. Sei già via da qui.

"No, non credo sia la stessa cosa", rispondo piano.

 

tt © 2002


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giovedì, aprile 22, 2004

foto n° 83 : sigillate quello spiffero, chiudetele fuori!


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La cipolla

La cipolla è un'altra cosa.
Interiora non ne ha.
Completamente cipolla
fino alla cipollità.
Cipolluta di fuori,
cipollosa fino al cuore,
potrebbe guardarsi dentro
senza provare timore.

In noi ignoto e selve
di pelle appena coperti,
interni d'inferno,
violenta anatomia,
ma nella cipolla-cipolla,
non visceri ritorti.
Lei più e più volte nuda,
fin nel fondo e così via.

Coerente è la cipolla,
riuscita è la cipolla.
Nell'una ecco sta l'altra,
nella maggiore la minore,
nella seguente la successiva,
cioè la terza e la quarta.
Una centripeta fuga.
Un'eco in coro composta.

La cipolla, d'accordo:
il più bel ventre del mondo.
A propria lode di aureole
da sé si avvolge in tondo.
In noi - grasso, nervi, vene,
muchi e secrezione.
E a noi resta negata
l'idiozia della perfezione.

 

Wislawa Szymborska






































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mercoledì, aprile 21, 2004

today's guest:

DAVIDE L. MALESI


Consapevolezza (haiku n. 23)

Autunno, saggio
il ciliegio medita
i cazzi suoi.





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foto n° 82 : giusto in tempo per l'aperitivo


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I giorni vengono distinti fra loro, ma la notte ha un unico nome.

 

E. Canetti


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martedì, aprile 20, 2004

foto n° 81: la finestra su quale lato la volete?

ho capito. faccio io.

 

questa è una casa, antica e del XV secolo circa, ma una casa.

un'abitazione, che qualcuno avrà costruito.

mi piace immaginarmi una coppia, che al dunque si sia messa a discutere (le coppie discutono sempre, si sa, le assortiscono a casaccio apposta) su dove piazzare la finestra.

lui la voleva verso ovest, lei verso sud.

il muratore in mezzo, a tirar su pareti.

e quelli a discutere (che le discussioni nelle coppie non sono mai brevi, né concise).

mentre ormai i due rievocavano attriti riguardanti fidanzamento, gelosie antiche, rivalità di famiglie, antipatie generazionali, sgarbi e quant'altro potesse venir loro in mente per attizzare oltre quella che ormai era una sfida all'ultima recriminazione, il povero e sconsolato muratore, tra disperazione e genialità, disfa l'angolo dell'edificio, ci piazza una bella paretina obliqua con la finestra della discordia, e salva un matrimonio (fino al prossimo diverbio).


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lunedì, aprile 19, 2004

I.

Dicono: quella lì sentiva le voci e le andava a raccontare al re, magari facendo dispetto a qualche prelato. Cosa avrei dovuto fare, secondo voi? Una Giovanna d’Arco o si inventa da sola o, se aspetta i comodi del Palazzo, finisce col passare per matta. Certo, sentivo le voci, portavo la corazza anche se non potevo immaginare di finir in un film con quell’Ingrid Bergman troppo signora e quindi ignara della Francia grassa, paesana. Fin da piccola ero preparata alla mia storia, non volevo certo ingrigire in campagna allevando polli per un marito beone. La Francia è bella per questo: ti dà la possibilità e tu, con la possibilità, ti costruisci la “situation”. Fossi nata a Cuneo o a Treviso mi avrebbero chiusa in cantina come si faceva con gli scemi di famiglia. Invece io ho una statua dorata nel pieno centro di Parigi e non c’è barba di ideologo, prete o rivoluzionario che osi criticarmi, grazie al rogo.

 

Giovanni Arpino, Bambinacce


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domenica, aprile 18, 2004

foto n° 80 : ...e di nuovo torno a casa...


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sabato, aprile 17, 2004

a tutto tondo, verde, perfetto.

più che un gioiello , una caramella .

(gentilmente offerta da una Placida Signora)


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venerdì, aprile 16, 2004

L'amore é reale, un giorno lo incontrerai, ma ha un grande avversario, la vita.

 

Jean Anouilh


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foto n° 79 : meteo: piove, pioveva, ha piovuto, pioverà


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giovedì, aprile 15, 2004

senz’altro

 

forse sarà quando
osserveremo
assorti
ogni mattina
fiori
rinnovati
e sempre uguali
confonderemo
nomi nelle preghiere
e i volti
sfumeranno d’autunno
senza rimpianti
per noi
si allargheranno
le strade a dismisura
e ciascun passo
condurrà
senz’altro
un filo di memoria
da sgranare
in déjà-vu
che notte non alluma
e allora
noi
ci sapremo vecchi
e questo
è quanto


da VITA-GRAFIA, Ed. OTMA, Milano ©2003





























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mercoledì, aprile 14, 2004

foto n° 78 : stanchi dei soliti gerani?


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martedì, aprile 13, 2004

Buttate pure via

ogni opera in versi o in prosa.

Nessuno è mai riuscito a dire

cos’è, nella sua essenza, una rosa.

 

Giorgio Caproni


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foto n ° 77 : rosa più bella non c'è


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lunedì, aprile 12, 2004

foto n ° 76 : liquido e metallico


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Follia non è sapere che di tutti

quei trentamila giorni che viviamo

ne resteranno forse dieci o venti

ben vivi alla memoria. Ma è pensare

che per qualche disordine o disguido

o inframettenza di diavoli scaltri,

quei dieci o venti giorni a cui si affida

la nostra vera storia

non son quelli, ma altri.

 

Maria Luisa Spaziani


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domenica, aprile 11, 2004

auguri di...

...Buona Pasqua!


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sabato, aprile 10, 2004

foto n ° 75 : cartolina dal miomare


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venerdì, aprile 09, 2004

foto n° 74 : affrettati! la piccola sta scappando


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giovedì, aprile 08, 2004

la teoria del gioco

 

su

andiamo

un numero impreciso

di tessere da combinare

attende

la mano

il gesto

la parola

il tempo che accompagna

noi

non più nello spazio

e

lo spazio in noi

brivido dipinto

verticale di scissioni

scivola

tra le scapole

e la cronologia

instabile degli eventi

diverge

senza equilibrio

un lancio di dadi

in un passo a occhi chiusi

o lo sfogliare lento

una margherita

mentre

spettatori

mormoriamo

bivi di sillabe note

truffati

da una infinita scacchiera

di casi della vita

 

tt © 2003


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mercoledì, aprile 07, 2004

I consigli ritenuti più saggi sono sempre quelli meno adatti alla nostra situazione.

 

L. de Clapiers de Vauvenargues


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non di qua, di !


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foto n ° 73 : sgarbugliatevi, pensieri miei


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martedì, aprile 06, 2004

Le porte del destino si spalancano ovunque.

 

Shakuntala


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lunedì, aprile 05, 2004

foto n° 72 : da qui all'eternità


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A vacanza conclusa dal treno vedere

chi ancora sulla spiaggia gioca si bagna

la loro vacanza non è ancora finita:

sarà così sarà così lasciare la vita?

 

Vivian Lamarque


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sabato, aprile 03, 2004

foto n° 71 : Domenica delle Palme


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L'imperfezione è il nostro paradiso.

Wallace Stevens


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venerdì, aprile 02, 2004

foto n° 70 : dai, stiracchiamoci al sole


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BARBA E CAPELLI

 

“Barba e capelli?” chiese il parrucchiere facendo accomodare il signor Veneranda.

“Sì” disse il signor Veneranda. “Ma secondo lei, posso tenere il cappello?”

“Eh no, “ disse il parrucchiere “se tiene il cappello come faccio a tagliarle i capelli?”

“Allora lei i capelli non li può tagliare a quelli che hanno il cappello?” chiese il signor Veneranda.

“E’ impossibile” disse il parrucchiere. “Non le pare?”

“Se lo dice lei,” sospirò il signor Veneranda “sarà anche così. Mi dispiace perché è tanto tempo che ho questo cappello, e non mi sento di buttarlo via o di venderlo.”

“Ma non occorre” balbettò il parrucchiere. “Basta che se lo tolga. Poi se lo rimette di nuovo.”

“Allora il mi tolgo il cappello, lei mi taglia i capelli poi mi rimetto il cappello” disse il signor Veneranda.

“Già” disse il parrucchiere.

“E la barba?” chiese il signor Veneranda. “Devo togliermi il cappello anche per la barba?”

“Ma... sarebbe meglio” balbettò il parrucchiere che non sapeva cosa dire.

“Allora riepilogando:” disse il signor Veneranda “Io mi tolgo il cappello, lei mi taglia i capelli, poi mi rimetto il cappello, poi me lo tolgo di nuovo e lei mi taglia la barba e alla fine mi torno a mettere il cappello. E’ così?”

“Ma... veramente...”

“Mi dispiace ma è troppo un traffico” disse il signor Veneranda alzandosi. “Io credevo che la cosa fosse molto più semplice e più svelta. Così non si finisce più. Pazienza, sarà per un’altra volta.”

E il signor Veneranda se ne andò brontolando e sbattendo la porta.

 

Carlo Manzoni


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giovedì, aprile 01, 2004

foto n° 69 : ci sono tracce, nell'aria...


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