stellefilanti


mercoledì, marzo 31, 2004

passaparola, per piacere

 

Chiedo scusa se uso questo mezzo per una comunicazione personalissima ma dal dispiacere le sto tentando tutte.

Domenica scorsa, a Milano, intorno alle ore 12-13.00, all’Old Fashion o lì nei pressi ho perso l’orologio che indossavo sempre e che era stato della mia mamma.

Si tratta di un piccolo Eberhard d’oro a carica manuale degli anni ’50-’60 con braccialetto d’oro a maglia tessuto dalla circonferenza piccolissima (circa 17cm, un bracciale da bambina per polso minuto) il cui valore era prevalentemente affettivo.

Ho provato a cercarlo tramite l’Ufficio Oggetti Smarriti e sopralluoghi di controllo laddove pensavo potesse trovarsi, senza risultato.

Nemmeno sono sicura se l’ho perso o se mi sia stato sottratto.

Questo è un ulteriore tentativo.

Milano non è poi così grande e Internet si sta diffondendo a macchia d’olio.

Perché non provare a lanciare un appello qui?

Ringrazio anticipatamente chiunque si mostrerà disponibile ad aiutarmi, segnalando e diffondendo questo appello, mentre per chi lo riconsegnasse - ovviamente - ci sarebbe un’adeguata ricompensa.

 

Per contattarmi : orologiotitti@hotmail.com


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foto n° 68 : prima del tuffo di partenza


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martedì, marzo 30, 2004

un tempo per ogni cosa

  

dentro

la confusione

tropicale delle labbra

danzano pedine

nel tempo valzer lento

sulla scacchiera

il re bianco lui

legge

magari dorme

nera la regina

invece

si chiede dove dove

non sa che

tutto

prima o poi torna

al punto in cui

mentre

le labbra si cercano

torride di nuovo

nell’istante

che ancora si prolunga

un poco

ma non oltre

quando

dici

piano titubante

ricorda

ti prego

ricorda

e aggiungi acqua fresca

alla rosa

ha sete

l’orlo della foglia

vedi

si sta increspando

intanto

io

un brivido

senz’acqua e

nemmeno parole per spiegare

stento

ed è un sussurro asciutto

la voce a dire

ora

non importa

lascia

lascia che sia come

si deve

quel che è stato

c’è un tempo

solo uno

per ogni cosa

 

da VITA-GRAFIA, Ed. OTMA, Milano © 2003


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lunedì, marzo 29, 2004

foto n° 67 : animale o vegetale ?


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sabato, marzo 27, 2004

Il diavolo deve essere un ottimista se crede di poter peggiorare gli uomini.

 

Karl Kraus


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venerdì, marzo 26, 2004

foto n° 66 : lo conosci il "color malinconia"?


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giovedì, marzo 25, 2004

una soluzione temporanea

 

si trovarono a cercare casa durante gli anni del boom economico quando i quartieri cambiavano fisionomia da un giorno all’altro e si demoliva e ricostruiva in una frenesia di cambiamento che aveva radici profonde nell’esorcizzare il senso di distruzione interiore che devastava i ricordi prossimi e il paesaggio appena ci si distraeva dal presente così che si provava a vivere proiettati in un futuro a portata di mano e dentro palazzine nuove dalle finiture accattivanti che di quegli anni sono i primi rivestimenti in klinker a nobilitare la piattezza delle facciate con la qualità di un senso di pulizia permanente ma non fu davanti a quella serie di stabili omogenei che si fermarono a leggere il cartello affittasi perché il loro naso si alzò verso il cielo dove il grattacielo bianco come la balena esercitava un fascino irresistibile nonostante l’estetica esteriore carente e un discutibile ingresso a mosaici azzurri e dettagli rosa vomito di vino come il soffitto che sarebbe stato oggetto di lunghe discussioni negli anni con gli amministratori nella speranza di sostituire quel colore così infelice e ridicolo per un palazzo che si supponeva piuttosto signorile grazie al talento dell’architetto famosissimo che da una mole siffatta di meglio non avrebbe potuto ricavare tanto più che alla fine erano finiti i fondi e s’era dovuto rinunciare alle caratteristiche che sulla carta ne avrebbero fatto un palazzo all’avanguardia nel panorama cittadino ma a loro questo non importava mentre batteva il cuore salendo in ascensore al diciassettesimo piano di una giornata limpida primaverile per visitare l’appartamento di metratura calpestabile modesta ma dall’incommensurabile vista che li catturò per la vita e non li lasciò più andare anche anni dopo quando la famiglia completa di prole iniziò ad avere necessità di spazi maggiori e ogni tanto si provavano a cercare alternative a quella casa che sarebbe dovuta essere temporanea e provvisoria il tempo di smaltire la sbornia da panorama che invece ogni giorno rinnovava la sua magia e l’incantesimo di trattenerli a sé costringendoli a una vita di rinunce a rotazione di oggetti ricordi souvenir abiti giocattoli e accessori affinando nel tempo la capacità di distinguere l’irrinunciabile dal superfluo nella cui categoria rientrava senza dubbio la maggior parte di quanto in una vita capita nel raggio di possesso di una persona e col tempo si resero conto che la provvisorietà avrebbe riguardato tutto quanto girava intorno all’incanto di quell’appartamento che s'imponeva fulcro della loro esistenza mentre il resto fluiva nella risacca del tempo e si sperdeva fuori nel mondo circostante che non aveva mai conosciuto il cielo tenendo i piedi saldi sul pavimento di quella casa dove erano ormai consapevoli che di provvisorio e temporaneo c’erano perfino le loro vite -

 

tt © 2003


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mercoledì, marzo 24, 2004

foto n° 65 : c'è nessuno in casa?


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martedì, marzo 23, 2004

Penso a come dire questa fragilità che è guardarti,

stare insieme a cose come bottoni o spille,

come le tue dita, i tuoi capelli lunghi marrone.

Ma d’aria siamo quasi, in tutte le stanze

dove ci fermiamo davanti a noi un momento

con la paura che ci ha assottigliati in un sorriso,

dopo la paura in ogni mano, o braccio, passo,

che ogni mano, braccio, passo, non ci siano.

 

Mario Benedetti


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lunedì, marzo 22, 2004

foto n° 64 : ancora un passo a destra: ritorno al presente


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Sognai che ero sul bordo dell’acqua e gridavo verso la baia, ma il tiepido vento d’estate portava via le mie grida -

 

Ingmar Bergman, Il posto delle fragole


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venerdì, marzo 19, 2004

foto n° 63 : chi prima, chi poi


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giovedì, marzo 18, 2004

 today's guest :

 Stefania Bufano

 

Se la Perfezione

 

non è una specie di Sospensione

 

- totale e definitiva -

 

allora,

 

una volta raggiunta

 

si può soltanto ricominciare

 

a Cadere.

 

 

S.B. © 1992


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mercoledì, marzo 17, 2004

foto n° 62 : la barca, la rotta, la falsa partenza


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martedì, marzo 16, 2004

scorciatoie ad ostacoli

 

voglio arrivare

presto

voglio arrivare

prima

e per questo

sono decisa

risoluta

a usare bombe

artiglieria pesante

giusto

quanto mi riesca

sollevare oltre

il polverone

elevarmi

sopra

più d’una spanna

alla media nazionale

e farmi finire

se non

in prima pagina

almeno

nell’inserto

quello a colori

domenicale

anche se

stavolta

ci proverò a barare

e pertanto

mi cimenterò

in un genere estremo

a me nuovo

ma sempre apprezzato

descriverò

compiacendo

senza lesinare

particolari scabrosi indecenze

da far arrossire

il mio psicanalista

o un portuale

una storia tutto sesso

porco sesso sporco

sesso a oltranza

attizza voglie

così

credo

per ottimizzare

tratterò di bondage sadomaso

orge in latex

gustosa sodomia

fellatio al pepe rosa

tutt’insieme

e qualcos’altro

magari un po’ voyeuristico

e anale

certo

voglio strafare

anale

lo metto nel titolo

pure

che fa impennare

tirature e discussioni

sul comune senso del pudore

tanto oltraggiato

che non si sa più

dove va a finire

di questi tempi

così dissoluti

così dissipati

e al botteghino

fa il pieno

degli incassi

senza

doversi preoccupare

più d’un tanto

del restante

la qualità

per fare un esempio

che

a ben pensarci

prima

mi dovrei informare

toccare con mano

documentare

il tema necessita

conoscenza della materia

approfondita

concreta

e precisione

mentre

al momento

preferirei

come dire

soprassedere

intanto

mi dedico

a un’idea alternativa

geniale

un’opera grandiosa

di diaristica

catastrofica personale

altro genere vero

ma tanto gradito

di successo

anche se

essendo un poco

a corto di disgrazie

nessun incidente

recente

ai parenti stretti

la vita tranquilla

il marito fedele

i figli poi

due angioletti

una vera delusione

gli inetti

sono ancora

in fase progettuale

indecisa

se cercare

qualche storia cruenta

tragica jellata

di corna coltelli spari cerotti calli 

cui ispirarmi

nelle pagine

di cronaca locale

oppure

in ossequio

alla mia creatività

pura d’autore

che vive sulla pelle

la sua arte

darmi da fare

la fantasia non manca

e provvedere

direttamente

coraggio ci vuole

senza incappare

però

in qualche poliziotto

sprovveduto

e magari ignorante

addirittura

che

invece di apprezzare

l’occasione

chiedermi un’autografo

e già che c’è

dimostrarsi avveduto

prenotando una copia

del mio best-seller

in fieri

mi tarpa le ali

mi disconosce il talento

il bruto

e senza sentir ragioni

fa perdere tempo

anni magari

a me

e

un capolavoro indubbio

di certo

a voi

a

meno

che...

 

da VITA-GRAFIA, Ed. OTMA, Milano © 2003


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lunedì, marzo 15, 2004

nei  gesti

levigati della perfezione

si ripetono

susseguendosi in segni

volute

temi ricorrenti

 

consuetudine

tradizione

 

di logori attrezzi obbedienti

la ferma mano

è strumento

a inscrivere reale apparenza

 

non è decorazione

amore

quando brunita un’intenzione

cesella

 

tt © 2004


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sabato, marzo 13, 2004

lo sguardo che non è solamente il messaggero degli occhi ma dalla cui finestra si affacciano tutti i sensi, ansiosi e pietrificati, uno sguardo impaziente di toccare, catturare, e portarsi via il corpo che sta scrutando, e insieme a questo l’anima -

 

Marcel Proust


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venerdì, marzo 12, 2004

foto n° 61 : si fa presto a sfiorire


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giovedì, marzo 11, 2004

Il viso è un feticcio naturale.

 

Jean Paul Sartre


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Si avvicina una folla di silenzi.

Sembra che stia applaudendo qualcuno allo specchio.

 

Luis Aragon


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mercoledì, marzo 10, 2004

foto n° 60 : cambio auto


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martedì, marzo 09, 2004

cartoline da non si sa mai

 

remota

dentro

il paradosso

di un cuore fossile

 

quando la voce

diventa

dopo tutto

voce di nessuno

autentica

libera

priva d’appartenenza

ignote le conclusioni

abbandonando

se stessa a tratti

 

se spiegarsi è male intendersi ogni volta

in un altalenante inquietare

tutte le volte che semplificare si rivela tradire

 

una rincorsa

vinta

persa

come la guerra

come il domani

in un presente

senza altrimenti

che si colleziona

in cartoline

da non si sa mai

 

ma

sapere che

non basta a

far vivere come

 

tt © 2003


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lunedì, marzo 08, 2004

foto n° 59 : gradite violette candite?


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sabato, marzo 06, 2004

Ti scrivo da vicino, come se la mano

 

Ti scrivo da vicino, come se la mano

ti fosse oggetto breve

affiorato, come se dalla strada

ti arrivasse la piccola certezza

per l'acquisto dei minuti seguenti.

Da vicino come il sole, come la cicala.

Come un silenzio pieno

che ti venisse agli occhi di mattina

e amarti fosse l'abito

scelto al cominciar del giorno.