stellefilanti


sabato, gennaio 31, 2004

foto n° 45 : in alto a sinistra, remoti bisbigli d'amore


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venerdì, gennaio 30, 2004

Verranno a chiederti del nostro amore

Quando in anticipo sul tuo stupore
verranno a chiederti del nostro amore
a quella gente consumata nel farsi dar retta
un amore così lungo
tu non darglielo in fretta
non spalancare le labbra ad un ingorgo di parole
le tue labbra così frenate nelle fantasie dell'amore
dopo l'amore così sicure a rifugiarsi nei "sempre"
nell'ipocrisia dei "mai"
non sono riuscito a cambiarti
non mi hai cambiato lo sai.

 

E dietro ai microfoni porteranno uno specchio
per farti più bella e pensarmi già vecchio
tu regalagli un trucco che con me non portavi
e loro si stupiranno
che tu non mi bastavi,
digli pure che il potere io l'ho scagliato dalle mani
dove l'amore non era adulto e ti lasciavo graffi sui seni
per ritornare dopo l'amore
alle carezze dell'amore
era facile ormai
non sei riuscita a cambiarmi
non ti ho cambiata lo sai.

 

Digli che i tuoi occhi me li han ridati sempre
come fiori regalati a maggio e restituiti in novembre
i tuoi occhi come vuoti a rendere per chi ti ha dato lavoro
i tuoi occhi assunti da tre anni
i tuoi occhi per loro,
ormai buoni per setacciare spiagge con la scusa del corallo
o per buttarsi in un cinema con una pietra al collo
e troppo stanchi per non vergognarsi
di confessarlo nei miei
proprio identici ai tuoi
sono riusciti a cambiarci
ci son riusciti lo sai.

 

Ma senza che gli altri non ne sappiano niente
dirmi senza un programma dimmi come ci si sente
continuerai ad ammirarti tanto da volerti portare al dito
farai l'amore per amore
o per avercelo garantito,
andrai a vivere con Alice che si fa il whisky distillando fiori
o con un Casanova che ti promette di presentarti ai genitori
o resterai più semplicemente
dove un attimo vale un altro
senza chiederti come mai,
continuerai a farti scegliere
o finalmente sceglierai.

 

F. De André

 















































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giovedì, gennaio 29, 2004

foto n° 44 : storie-e-trame-di-tutti-i-colori.net


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mercoledì, gennaio 28, 2004

HAIKU

 

non è un haiku

quando ti incasini

e conti male


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martedì, gennaio 27, 2004

foto n° 43 : ce l'hai una nocciolina?


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Bolle di sapone

Un vecchio d'anni carico e canuto
da studi e riflessioni ora distilla
la tarda opera sua, nel cui tessuto
come per giuoco la sapienza istilla.

D'archivi e librerie conoscitore,
s'accinge uno studente, con fervore,
arso dall'ambizione, alla stesura
d'una geniale insolita scrittura.

Soffia nella cannuccia un bimbo il fiato,
empie, col cuore e tutti i sentimenti,
le bolle di sapone iridescenti,
fastose e chiare come un salmo alato.

Tutti e tre - il vecchio, l'allievo, il fanciullo -
con la spuma di Maya per trastullo
plasmano sogni che non valgon niente,
ma tali che vi luccica ridente
l'eterno lume, più giocondo e ardente.

Hermann Hesse

























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lunedì, gennaio 26, 2004

foto n° 42 : chi osserva chi?


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sabato, gennaio 24, 2004

virgolafelice

I. . e ,

Sto tra.

Concilio parole a destra e sinistra.

Diplomatica, svolgo la mia funzione con diligente tranquillità, collaboro all'ordine e alla chiarezza, servizievole e defilata. Flessibile secondo le esigenze, mi è estranea la tassativa perentorietà del punto.

E' al mio fianco che si addolcisce e concede ulteriore spazio.

Appena torna solo, l'ultima battuta è di nuovo sua.

II. , e .

Sto tra.

Proprio nel punto in cui, nel mentre oscuro.

Lì non si sofferma mai chi va di fretta.

Richiama, la mia collocazione, sguardi e ascolti attenti.

A loro solo apro lo scrigno dei miei segreti: nello spazio impercettibile di un respiro, la sosta breve tra un prima e un poi, un dettaglio o una conseguenza, sospendo l'ineluttabilità della parola, del fato, concedo uno spiraglio sull'altrove, dove il silenzio può come non mai.

Un'ultima chance prima del punto fermo.

 

III. a margine

Non qui.

Per essere corretti, dovrei starmene poco più in là, in mezzo al foglio, a dar senso alla frase.

Non c'è modo però di farglielo notare.

Lui è perso, lo sguardo arreso nella nuca della compagna di classe, lì davanti, a irraggiungibile portata di carezza.

Ed io, tra i ghirigori di un maldestro bozzetto d'amore, sto - clandestina sentimentale - insieme alle mie sorelle qui di lato, a fingere un palpito di ciglia.

 

IV. ;-)

Che noia le regole di grammatica, il compitare e i visini stanchi di scolari annoiati.

Pure presso gli adulti la vita è grama.

Nell'editoria poi, ci sono tempi lunghi e troppo fumo.

Starsene lì, ore in attesa, prima che lo scrittore si decida a piazzarti, necessita una professionalità elevata e muscoli allenati, altrimenti sai l'indolenzimento.

Versatile e dotata decisi per il teatro, ma ebbi maggior fortuna: in tournée stabile con la mia compagnia di giro, tra invii e risposte, in posizione obliqua nemmeno fatico.

Ogni volta che dagli sms faccio l'occhiolino, il successo è assicurato.

E poi si replica.

 

tt © 2001


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venerdì, gennaio 23, 2004

foto n° 41 : forse non ci incontreremo mai

 


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giovedì, gennaio 22, 2004

 today's guest:

 REMO BASSINI

 

VERSACCIO

Essere pazzo o noioso

questo è il dilemma

di un soggetto ansioso

L’ansia è come il cemento

ti impietrisce il cuore

e poi ti ruba il tempo

Il tempo è come un treno

a volte vuoto e triste

a volte troppo pieno

 

Scrivere versi idioti

con rime deficienti

vuol dire essere vuoti

vuol dire essere spenti

 

R.B. © 1989


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mercoledì, gennaio 21, 2004

foto n° 40 : tecnica mista, collezione privata


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DER BLAUE REITER  (il cavaliere azzurro)

 

colore per colore

e forma in quanto forma

così

estetica

fondata sul solo segno

lirica simbolica di dissonanze

squilla

tra tinte vivaci scintillanti

e accosta

a macchie vive

tocchi

spezzettati vibranti

a sfavillare musiche interiori

organo o violino

la svolta

l’intervallo

tra tacere e dire

in tono

azzurro rosso giallo

è ritmo diagonale di pittura

sontuosa e splendente

nuova

luce

 

bloße Einfühlung

gegen Sachlichkeit

 

da VITA-GRAFIA, Ed. OTMA, Milano © 2003


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martedì, gennaio 20, 2004

foto n° 39: c'è sempre una soglia, a precedere


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lunedì, gennaio 19, 2004

interstizi

 

è qualcosa di più

di un intermezzo

il momento in cui

ci si inabissa

nel fermoimmagine

statico

di un istante

intrattenibile oltre

è piuttosto

ti dico

un interstizio

uno spazio dischiuso

nel precipizio

eterno

dell’incerto vagare

uno spiraglio

quasi

dove sbirciare

e

poi

resa la chiave

ricominciare

 

da VITA-GRAFIA, Ed. OTMA, Milano © 2003


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domenica, gennaio 18, 2004

foto n° 38: tavolozza à-la-carte 


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sabato, gennaio 17, 2004

E vattene, sei troppo innamorevole!

 

E vattene, sei troppo innamorevole!

Sei troppo seta per questa plastica rotta,

troppi smeraldi, fibbie con cinghiali,

e quando ti carezzi lo sguardo con le ciglia

io Ravenna e Pisa su un sedile

non so da dove cominciare a ammirarle,

né so guidare con un Tiziano accanto

che di sbieco e lontano tra alberelli

mostra come un segreto un’acqua azzurra

ma di un azzurro che non è che un’idea,

l’idea del fondo che sta di là del fondo

di un labirinto come te di bellezza,

che dall’avorio ti porta alle perle

e dalle perle alla schiuma del mare

e dalla schiuma... Scendi da questa macchina,

sei troppo interamente seducente!

 

J.Rodolfo Wilcock


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venerdì, gennaio 16, 2004

(bambino O.P.)

 

In carrozzina contenuto, varca

il marciapiede, impresa che ignora:

vede solamente le nubi, certe foglie,

innominabili ancora, solo voglie.

 

Tiziano  Rossi, Gente di corsa


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giovedì, gennaio 15, 2004

foto n° 37: un inizio, un'origine, da qualche parte


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mercoledì, gennaio 14, 2004

volente o no, al cinquemillesimo passante, gli spetta


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spiegami, dispiegami tu

 

spiegami

dispiegami tu

che puoi

dei silenzi orli

gli sguardi traforati

a giorno

nei brividi

slabbrati delle mani

sfuggenti

in scie comete

metropolitane

sbreccate negli amori

ibridi

spuntati dalla noia

inscalfibile

rincorsa

nei precipizi

folti tra la folla

e

spiegami tu

dispiegami

se vuoi

i toni

claudicanti

di altri sguardi

ancora

più brevi

estorti incerti

scialuppe vagabonde

senz’approdi

di abbracci

slegati

in numero

sempre impàri

e ciocche

di capelli torturate

sussurrano

d’angosciansia clandestina

incisa

sulle labbra

complice e a morsi

crudi morsi

dentro le pieghe

amare

marcate acide aspre

in rughe di parole

inespressive

o

spossate

che

non so dire

non

ti

so

più

dire

e non saprei trovare

dentro

il mio cassetto

di baci

improbabili

e spaiati

 

da VITA-GRAFIA, Ed. OTMA, Milano © 2003


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martedì, gennaio 13, 2004

foto n° 36: al gelo, in avanscoperta


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lunedì, gennaio 12, 2004

  today's guest:

 DAVIDE L. MALESI

 

La lezione di Cartier-Bresson



Arrivò la pioggia, quando non ci serviva
più a niente.

Fosse arrivata un mese prima, o un anno,
l'avremmo
ascoltata, e - magari -
guardata scendere, l'avremmo

interrogata -

per provare a comprendere: come fa a
muoversi

senza fermarsi, a
cadere

senza rimpiangere, a
scorrere

senza troppo impegnarsi, a illuminare
tutto -

ogni volta
che smette di piangere.


Ma quando arrivò, la pioggia, già non ci serviva
più a niente: non avevamo da imparare
nulla;

e lei, nulla da insegnare:
se non che quel che è caduto
è disperso - e non resta

alcunché da raccogliere:
e questo,
già per nostro conto

l'avevamo bene appreso.

 

D.L.M. © 2003










































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domenica, gennaio 11, 2004

foto n° 35: un lento consumarsi giorno dopo giorno


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sabato, gennaio 10, 2004

spunti sparsi

 

19. Un grido non è una poesia.

20. Per ogni opera d’arte è necessaria una distanza dai propri contenuti.

28. La disperazione non conosce distanza.

29. Non esiste un’opera d’arte disperata.

30. La distanza è resa possibile dall’umorismo.

31. L’umorismo è la maschera della saggezza.

32. Senza maschera la saggezza è inesorabile.

33. L’umorismo rende tollerabile l’inesorabilità.

34. L’inesorabilità intollerabile non è saggia.

 

Friedrich Dürrenmatt, Le scintille del pensiero


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Se ti tagliassero a pezzetti

 

Se ti tagliassero a pezzetti
il vento li raccoglierebbe
il regno dei ragni cucirebbe la pelle
e la luna tesserebbe i capelli e il viso
e il polline di Dio
di Dio il sorriso.

Ti ho trovata lungo il fiume
che suonavi una foglia di fiore
che cantavi parole leggere, parole d'amore
ho assaggiato le tue labbra di miele rosso rosso
ti ho detto dammi quello che vuoi, io quel che posso.

Rosa gialla rosa di rame
mai ballato così a lungo
lungo il filo della notte sulle pietre del giorno
io suonatore di chitarra io suonatore di mandolino
alla fine siamo caduti sopra il fieno.

Persa per molto persa per poco
presa sul serio presa per gioco
non c'è stato molto da dire o da pensare
la fortuna sorrideva come uno stagno a primavera
spettinata da tutti i venti della sera.

E adesso aspetterò domani
per avere nostalgia
signora libertà signorina fantasia
così preziosa come il vino così gratis come la tristezza
con la tua nuvola di dubbi e di bellezza.

T'ho incrociata alla stazione
che inseguivi il tuo profumo
presa in trappola da un tailleur grigio fumo
i giornali in una mano e nell'altra il tuo destino
camminavi fianco a fianco al tuo assassino.

Ma se ti tagliassero a pezzetti
il vento li raccoglierebbe
il regno dei ragni cucirebbe la pelle
e la luna la luna tesserebbe i capelli e il viso
e il polline di Dio
di Dio il sorriso.

 

F.De André - M. Pagani












































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venerdì, gennaio 09, 2004

foto n° 34: toh, chi si vede

se ne sta per conto suo

issato su un piedestallo

osserva il mondo dall’alto in basso

non partecipa alla vita quotidiana

né si mischia coi comuni mortali

a prescindere rifiuta

 

imperturbabile al mutar del vento

la testa ha tra le nuvole

- pare assente invece

pensa alle sorti planetarie -

e l’espressione schifata

di chi sa tutto condannato a saperlo

 

fermo lì

come un mulo

 

già

 

deve essere

proprio

un intellettuale

 

tt © 2004


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Lo sconforto
non tiene mai conto
del firmamento.

Alda Merini, aforismi e magie




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giovedì, gennaio 08, 2004

BABELE, here and and anywhere

 

come
smarrita prole di malintesi
ondivaga si frange
e sfugge
dove
divergono destini
oltre dedali di parola
apolide
senza scampo
esule
il rimpianto nell’ovunque
scheggia
riflessi senza prospettive
in fughe cieche di cristalli
e specchi
le voci braci inseguono
straniere
eco centrica cenere
di fiamme
senza aurora


Sabbia di Babele
On Sale

Nice Price

 

da VITA-GRAFIA, Ed. OTMA, Milano ©2003

























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mercoledì, gennaio 07, 2004

foto n° 33: le stesse facce, le solite chiacchiere


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Disse un uomo all’universo:

“Io esisto, signore!”.

“Ma” - replicò l’universo -

questo non crea in me

nessun senso di obbligazione”.

 

Stephen Crane, da Poesia dell’Ottocento americano


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Un livre devrait être un geste.

Jean Rigaut


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