stellefilanti


venerdì, ottobre 31, 2003

foto n° 6: sottobosco, all'apparenza


postato da tt | 17:39 | commenti

Poesia Illegittima

 

Quella sera che ho fatto l’amore

mentale con te

non sono stata prudente

dopo un po’ mi si è gonfiata la mente

sappi che due notti fa

con dolorose doglie

mi è nata una poesia illegittimamente

porterà solo il mio nome

ma ha la tua aria straniera ti somiglia

mentre non sospetti di niente

sappi che ti è nata una figlia.

 

Vivian Lamarque (da Teresino, Guanda, 1981)


postato da tt | 14:56 | commenti (3)

today's guest:

LUIGI CARBONE

 

se tu fossi roma ti abiterei

 

è luce pallida
questo tempo da tessere
che si fa crudele
sul tuo corpo
bersaglio dei tuoi umori
per diventare professionisti
di felicità passive
ma non ho mai capito
se recitare un sentimento
sia come provarlo davvero
o come esaltare l’epidermide
di un’emozione accidentata
per vecchi tormenti rifiutati

guai se la mente
accarezza un progetto
che abbia odore di futuro
troppo amaro il cambiamento
se un’anima messa a tacere
esce dallo scantinato
per maneggiare un desiderio
un’idea che salvi
che trasformi il sangue in vino
magari solo per riavere fiato

e ancora mi gira la testa
per la troppa voglia
di urlare il tuo nome
che se tu fossi roma
ti abiterei
da una terrazza
sull’indecenza
sui tramonti della ragione
ti abbraccerei

meglio se andiamo via
prima che ci prenda
la voglia di vivere

 

L.C. © 2003







































postato da tt | 10:02 | commenti (1)

Tutte le mattine del mondo sono senza ritorno.

Pascal Quignard, Tutte le mattine del mondo, Frassinelli


postato da tt | 09:26 | commenti


giovedì, ottobre 30, 2003

foto n° 5: raindrops are falling on my leaves


postato da tt | 13:25 | commenti (2)


mercoledì, ottobre 29, 2003

"Dov'è", chiedeva
"dov'è chi cerco" e questa
era quasi una risposta
nel cielo grigiomare di settembre
tra una spiaggia e luoghi
dove perdersi è impossibile.
"Anch'io", dissi
"l'ho visto", ma era solo
un raggio balenante all'improvviso
che dalle alte insidie del levante
era con noi, persone sconosciute
allegre, ritrovate dopo tanto tempo.

Rocco Carbone













postato da tt | 21:17 | commenti (5)

foto n° 4: my jewels

 


postato da tt | 14:29 | commenti (3)

dove finisce il mare

 

dove finisce il mare
dove finisce
e quando
il vento
vi confonde
sestanti e rotte
e nessun faro
al buio
più sospinge
vele
memoria
dove finisce il mare
dove finisce
e quando
approdo
scoglio
non più lambito
da lame di corallo
un tempo
le ferite
dell’onda la risacca
si scorderanno
e il sale

 

da VITA-GRAFIA, Ed. OTMA, Milano, © 2003
























postato da tt | 10:09 | commenti (1)


martedì, ottobre 28, 2003

foto n° 3: oops!!!

 

 

 

 

 

 

 

 


postato da tt | 22:05 | commenti

foto n° 2: una foglia vanitosa

 

 

 

 

 

 

 

 


postato da tt | 11:37 | commenti


lunedì, ottobre 27, 2003

today's guest:

IDEA VAGANTE

 

Ai confini sfocati di un non-dire

Nella fretta
mi perdo
dei tuoi passi
ai confini sfocati di un non-dire
sul limite di gesti
fumanti di polvere e di smog
dall’alba a sera

e smemoro

se nella vena
che ferma resiste
sulla fronte in fuga
batte parola muta
che infedele
tradisce l’ansia
di fermare il tempo

un tempo impresso
a fior di pelle
su mani trasparenti
in danza
come api su fiore
dall’afa isterilito
ma fiducioso
di farsi goccia nella gola
di farsi miele e canto

e raggio ultimo
sonoro.

T.F. © 2003































postato da tt | 16:42 | commenti

foto n° 1: appena dopo la pioggia

 

 

 

 

 

 

 

 


postato da tt | 14:42 | commenti


domenica, ottobre 26, 2003

Premessa

 

(come la vita, come tutto, del resto...)

 

Ti faccio un esempio.

 

Tu come li scegli i sassi, quelli che intendi far rimbalzare sull'acqua?

 

Dal mucchio cerchi quelli che fanno al caso tuo: levigati, non troppo pesanti, un po' piatti, e non sono mai gli stessi che cercano gli altri, chi gioca come te.

Vero che ce ne sono tanti, ma non ho mai visto contendersi i sassi da far rimbalzare.

 

E' che si ha già in testa un'idea di come dovrebbe essere quello perfetto, e la perfezione è una finzione, ognuno tiene la sua.

 

E poi valuti: l'onda, l'angolazione, l'inclinazione del corpo, il movimento del polso (e pure il sole, che non accechi gli occhi).

Calibri la forza, tenti un equilibrio, respiri e lanci.

 

Non è facile come sembra, sai?

 

Ci vuole abilità, destrezza, allenamento, curiosità, passione e tanta, tanta pazienza.

Fortuna pure, forse.

 

Tiri, e il sasso va a fondo.

Qualche volta anche il sasso ideale.

Sembrava una libellula, va giù come un mattone.

E ti domandi perché.

 

Ritenti.

 

Capita a volte che il sasso rimbalzi.

Magari è pure un sasso insignificante, rimediato lì per lì.

E, un po’ sorpreso un po’ stupito, stai a osservarlo volare tangente.

 

Non si può prevedere mai prima l’effetto finale.

 

Uno, due, tre, quattro rimbalzi o più; che dipenda da te o dalle circostanze non sempre è chiaro, poco importa.

 

Bello spettacolo, però!

 

Alla fine, comunque, affondano tutti.

E' una legge fisica, naturale.

A fondo finiscono tutti.

 

Così è.

 

Fattene una ragione.

 

da VITA-GRAFIA, Ed. OTMA, Milano © 2003


postato da tt | 16:20 | commenti (3)

PRE-SCRIPTUM

 

non credo
al monopolio del dolore
descritto
in prima persona singolare
o a pene e lacrime d’amore
che rimano col cuore dell’autore
dotato di sensibilità
senza eguale
e nemmeno ai tormenti
alla dannazione
dell’anima d’artista
incompresa
o alla pornografica esibizione
del sé
su ogni raggiungibile ribalta


non credo
a profetici ammonimenti
o alla manichea separazione
tra bene e male
tra cattivi e buoni
tra cui l’autore messianico
vice-di-Dio
si colloca impudente a pontificare
e neppure
alla buona coscienza
come ispirazione
di parole probe sante e pure
che siano
di monito al mondo
ed emblema di vita esemplare


non credo
alla catarsi della scrittura
quale lavanderia
della morale
dei fallimenti
passati o presenti
e delle quotidiane frustrazioni
dove si risciacqua
la routine odiata
con la svergognata ambizione
di frasi fatte già troppo rifritte
e colme oltremisura di arroganza
celata da folate di profumo
marca sentimentalismo
da due lire


non credo
all’autobiografia monumento
diario sfogatoio del banale
da pubblicare
come testimonianza al mondo
di un’esistenza tutta prepotenza
implosa
giaculatoria da salmodiare
momento per momento
e trascurare presuntuosamente
che pure i grandi e i potenti
non lo sono stati in ogni istante
figurarsi
gli altri
che son niente


credo
all’urgenza etica
del dire del pensare
osservare da lunge
l’universale
come termine
ultimo dell’uomo
comune nominatore
instabile variabile incostante
e a necessaria estetica
della distanza
dimentica di sé
nel descrivere
storia vita destino
polvere l’istante
e il tutto
ove spendersi
a comprendere cercare
fino l’altrove
che anela l’assoluto
completamente dediti
nel tempo
fuori dal tempo
e pure
fuori dall’io


oltre egotismo
e oltre egoismo


da VITA-GRAFIA, Ed. OTMA, Milano, ©.



































































































postato da tt | 10:23 | commenti (2)